LA TIRANNIA DELL'ASSURDO: IL DOC

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni, esso può manifestarsi sia nell’infanzia che nell’età adulta. È fra le patologie della mente e del comportamento una delle più gravi e invalidanti, in quanto, progressivamente, ostacola lo svolgersi della quotidianità.

Il DSM-IV-TR sottolinea come alla base di tale disturbo ci sia un bisogno irrefrenabile di avere il controllo della realtà, che si esprime attraverso azioni o pensieri rituali che hanno lo scopo di rassicurare la persona su ciò che può accadere o su ciò che è accaduto.

MA COME PUÒ LA MENTE COSTRUIRE LA PRIGIONE IN CUI RIMANE INTRAPPOLATA?

Può succedere che da un dubbio o da una paura si generino dei comportamenti che inizialmente permettono alla persona o di sciogliere il dubbio stesso o di rassicurarsi rispetto alla paura, ma poi per un interazione di fattori differenti, ciò che è corretto e sano attraverso una ripetizione esasperata (per un periodo di tempo va almeno dai 3 a 6 mesi) diventa illogico e insano.

Per esempio ad ognuno di noi sarà capitato di tornare indietro a controllare se ha chiuso la macchina, è chiaro che in ciò non c’è nulla di patologico anzi, può capitare anche di tornare a controllare due volte, ma è altrettanto chiaro che se si spendono quindici/venti minuti a controllare e ricontrollare forse qualcosa non va. Il problema, infatti, non sta tanto nel fatto che la persona torni indietro a controllare, quanto nel fatto che controllo dopo controllo si senta talmente tanto rassicurata da non poterne più farne a meno, e così abitudini tranquillizzanti diventano pian piano qualcosa di necessario, imprescindibile che intrappola. L’ossessione compulsiva può quindi insinuarsi nella mente in qualsiasi modo e divorare la sana ragionevolezza.

Sostanzialmente la persona sulla base della paura mette in atto dei comportamenti rituali, che possono essere azioni (es. lavarsi le mani, allineare gli oggetti in un dato modo, ecc…) o pensieri (ripetere determinate frasi, formule, ecc…) o entrambi con lo scopo di:

  • Prevenire l’eventualità che accada qualcosa di temuto o indesiderato. Esempio: “Ordino tutto in un determinato modo per paura che possa succedermi qualcosa di brutto”
  •  Propiziare che accada qualcosa che si desidera. Esempio: “Indosso la maglia x per propiziare il buon esito dell’esame”
  • Riparare a qualcosa che è successo. Esempio: “Metto in atto lunghi lavaggi per eliminare possibili contaminazioni”
  • Prevenire-Propiziare che eventi negativi si manifestino e per propiziare esiti positivi. Esempio: “Mi lavo prima di toccare x e dopo averlo fatto”

 

MA È POSSIBILE PREVENIRE L’ISTAURARSI DEL DOC?

L’unica prevenzione possibile consiste nel prestare attenzione a quando un comportamento o un atteggiamento comincia a strutturarsi come inevitabile. L’inevitabilità e l’irrefrenabilità sono i primi presupposti per la compulsione oltre alla ritualità, ovvero quando un’azione o un pensiero rassicurano o garantiscono l’effetto desiderato.

COSA FARE PER USCIRE DALLA TIRANNIA DELL’ASSURDO?

Per uscire dalla prigione del DOC è indispensabile rivolgersi ad un professionista. Nello specifico l’approccio strategico breve mira a definire il problema e le relative tentate soluzione che la persona attua, in seguito attraverso la successiva analisi di queste e attraverso l’uso di strategie terapeutiche si condurrà la persona a sperimentare in maniera concreta la possibilità di cambiare rotta.

 

“La mente dell’uomo è talmente duttile e corruttibile che può impazzire mediante la ragione stessa.” G. C. Lichtenberg

 

Dott.ssa Valentina Guarasci – Psicologa online

Bibliografia:

Nardone, G., Portelli, C., Ossessioni, compulsioni, manie, Ponte alle Grazie, 2013, Milano